Eventi Realizzati 2015 - Occhio Blu Anna Cenerini Bova

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Eventi Realizzati 2015

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EVENTI REALIZZATI SUDDIVISI PER ANNI

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Queste sono le iniziative portate a termine nel 2015
Eventi

Occhio Blu
Anna Cenerini Bova

 

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Il 14 Marzo un gruppo di soci ha partecipato alla visita dell’esposizione permanente del pittore albanese Lin Delija, ad Antrodoco dove il pittore trascorse i suoi ultimi anni e dove è presente una associazione culturale a lui intitolata.

IL 22 aprile  è stato presentato "Il Visionario Alato e la Donna Proibita" recente romanzo del poeta e saggista albanese Visar Zhiti, in cui si mescolano piani autobiografici, storici e onirici delle attuali vicende albanesi, italiane ed europee.

Calabria arbëreshë: fuori dagli stereotipi

A fine aprile e a fine settembre sono stati realizzati due tour nella comunità arbëreshe di Calabria.
Riportiamo stralci dei commenti dal primo viaggio (presidente M. Bova) e di una partecipante al secondo (Franca Ricci)
Su iniziativa di alcuni amici di Occhio Blu Anna Cenerini Bova abbiamo effettuato dal 29 aprile al 4 maggio un tour nella comunità arbëreshe di Calabria e nell'ambiente circostante, cioè in quel bacino territoriale, che, al di là di quello strettamente abitato dagli Arbëreshe in provincia di Cosenza, comprende aree ad esso contigue, con cui forma un insieme  culturale, economico, naturalistico integrato, di notevole omogeneità. Il territorio da noi visitato si distribuisce intorno ad un asse che, da nord a sud, parte da Morano nel Pollino per giungere fino a Camigliatello in Sila, attraversando i comuni arbëreshe dell'interno e lambendo la costa jonica da Sibari al crotonese. Una Calabria, arbëreshe e non, sorprendentemente viva, proiettata con energia  fuori dagli stereotipi tradizionali, verso qualità inedite e competitive, grazie (stupenda sorpresa) alla inattesa  presenza tra i nostri interlocutori e negli staff manageriali di giovani  preparati, formati in gran numero fuori della Regione o fuori d'Italia, brillanti intelligenze di "rientro" con nuove importanti  potenzialità e tanta voglia di cambiamento e successo. E non a caso, proprio con loro , si è parlato di Europa, Albania, Mediterraneo oltre lo Jonio: orizzonti di un futuro di nuove speranze.
E anche questo breve, intenso viaggio in Calabria ha operato in ognuno di noi che ne abbiamo fatto parte, un cambiamento di prospettive e atteggiamento nei confronti della comunità calabro-albanese, completamente sconosciuta ai più, e scarsamente conosciuta anche ai pochi che non la ignorano.  Nei cinque giorni del nostro viaggio, dal 25 al 29 settembre 2015, abbiamo visitato i piccoli paesi intorno al Parco Nazionale del Pollino da Morano, arrampicato sulla collina, a Civita, a picco sulle Gole di Raganello e il Ponte del Diavolo.  E poi Frascineto con le sue icone e le sue bambole, Vaccarizzo con il suo prezioso olio biologico, Macchia dove abbiamo “incontrato” il grande Girolamo Rada. Lungro dove ci ha ricevuti l’Eparca dei cattolici di rito Bizantino.  E ancora il Museo della liquirizia, i tessuti di Calopezzati, Castrovillari, Altomonte, Rossano, Palopoli con il suo straordinario Museo della Magna Grecia. Paesi belli, ben tenuti, ricchi di storia millenaria e di cultura tenuta viva con orgoglio e passione dagli abitanti, consci di incarnare lingua e tradizioni uniche. Ad ogni sosta una sorpresa: artistica, naturalistica, gastronomica, un’occasione di riflettere su come e quanto gli abitanti siano protagonisti della loro terra.

Maggio in occasione dell’assemblea ordinaria annuale il 20 maggio è stato consegnato  il Premio Giovani Anna Cenerini Bova.
La giuria nominata per l’attribuzione del premio  Occhio Blu Anna Cenerini Bova ha esaminato le domande pervenute e ha deliberato che il premio  sia assegnato a  Giovanna Nanci.
Per i suoi studi critici sulla letteratura albanese, nonché sulla traduzione e diffusione in italiano dei più  noti scrittori in lingua albanese, e per il suo costante impegno nella divulgazione della cultura albanese.Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato al concorso e hanno perseguito, a vario titolo, gli obiettivi indicati nel bando. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno dato il loro contributo per la creazione del premio.
Si rimanda al seguente link per maggiori informazioni
http://rassegna.unical.it/rassegna/locale/riconoscimento-ad-ex-studentessa-di-arcavacata

18 giugno è stato presentato il romanzo di Fatos Kongoli “La vita in una scatola di fiammiferi”. Rubettino
no assieme all’autore
Scrittore albanese riconosciuto tra i maggiori esponenti della letteratura  balcanica, Fatos Kongoli (Elbasan 1944) ha ricevuto gli elogi delle testate europee più prestigiose: da Le Monde a Le Figaro, dal Der Tagesspiegel al The Independent, dal The Guardian a Le Temps a Le Soir. È stato paragonato a Kafka, Dostoevskij e Sol
ženicyn e i suoi romanzi, tradotti in dieci lingue, sono apprezzati ovunque.
Il libro La storia di Bledi Terziu, raccontata alternativamente in prima e in terza persona, è una confessione senza filtri e orpelli narrativi che investe il lettore trascinandolo in un flusso di coscienza destabilizzante.
L’intensità della storia albanese, a partire dal regime di Enver Hoxha, passando per il periodo post-comunista, fino ad arrivare all’anarchia del 1997 e al successivo periodo di occidentalizzazione, non è il semplice sfondo del romanzo ma la chiave di lettura che accorda il protagonista con ciò che gli si riversa addosso tra aspirazioni e dura realtà.
Kongoli è brutale, gioca con le immagini dissacranti, con gli odori rivoltanti e i corpi nudi, con la sensualità più terrena e con l’ingenuità dell’infanzia, mischiando tutto in maniera ironica e irriverente.

* Luglio. Partecipazione al Jazz festival organizzato ogni anno in Albania dalla gemella Syri Blu;  

14 ottobre si è svolto l’incontro di studio su IL DIRITTO CONSUETUDINARIO ALBANESE: TAPPA DI UN POPOLO VERSO LA LIBERTÀ  in collaborazione con la Pontificia Università Urbaniana, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Albania presso la Santa Sede.

Il Convivio di Occhio Blu
Scenari Possibili di Una Società del Futuro : Albania,  Quale Transizione?

Martedì 10 Novembre 2015, presso UNIMED a Roma si è svolto il convegno sul tema Scenari Possibili di Una Società del Futuro : Albania,  Quale Transizione?Ha aperto i lavori il Presidente di Occhio Blu Anna Cenerini Bova, ambasciatore Mario Bova, che ha sottolineato che l’incrociarsi  della transizione albanese con il turbinio di eventi nel resto del mondo e con istanze globali quali quelle espresse da papa Francesco nell’enciclica "Laudato si’" suscita domande  sul futuro dell’Albania e sulla sua attesa integrazione europea.
Stefano Bartolini, professore di Economia politica presso l’ Università degli Studi di Siena, muovendo dal tradimento delle promesse economiche in occidente, in particolare negli USA, dove si registra  un alto tasso di infelicità parallelo alla crescita economica, ha espresso l’auspicio che gli Albanesi  non abbraccino il turbo-capitalismo USA , come ha fatto  l’Europa dell’Est, ma rafforzino l’identità nazionale, cambino  modello, sviluppino fiducia  nell’azione collettiva, recuperino e valorizzino le loro risorse tra le quali quelle turistiche  offerte da un territorio bellissimo ancorché in parte devastato .   
Goffredo Fofi ,  giornalista, direttore de Lo Straniero, rivista d’arte, cultura, scienza, società, dopo aver segnalato   la  sordità italiana nei confronti dell’Albania,  il potere manipolatorio dei mass media e la morte del socialismo libertario a favore della ideologia dello sviluppo, ha affermato che è necessario un atteggiamento di  maggiore curiosità da parte dell’Italia nei confronti dell’Albania  per capirne il disagio, rafforzare la  solidarietà fino ad oggi espressa e praticata solo da minoranze virtuose e far ripartire un "rapporto di saggezza" .
Secondo Fatos Lubonja politologo albanese, direttore della rivista Përpjekja, gli Albanesi, nell’incertezza sul tipo di sponda da raggiungere nel percorso di transizione  dopo la collettivizzazione forzata  e la dittatura che li teneva nella condizione di bambini  obbedienti e controllati, hanno cercato di sopravvivere come individui sparsi, senza strumenti critici per costruire lo stato sulla loro cultura e hanno imitato l’occidente sviluppando un’economia unidirezionale basata sull’edilizia, dando potere ai  mass media e permettendo il diffondersi della corruzione. Gli Albanesi devono fare la loro storia e non idealizzare l’occidente e devono opporsi al senso di disperazione che porta molti di loro ad  abbandonare il Paese.

 
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