Eventi Realizzati 2018 - Occhio Blu Anna Cenerini Bova

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Eventi Realizzati 2018

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Eventi

Occhio Blu
Anna Cenerini Bova

 

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Gennaio 2018

Il 29 gennaio 2018 si è svolto a Roma il convegno “Itinerario Albanese: dall’emigrazione in Italia all’integrazione europea” organizzato  dall’associazione Occhio Blu Anna Cenerini Bova e  EPOS (Agenzia Internazionale di Mediazione e Negoziazione) in collaborazione con Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia e IDOS (centro studi e ricerche).
Il dibattito ha evidenziato l’interessante crescita qualitativa dell'integrazione albanese: 35.000 imprenditori, una ottima scolarizzazione con un numero molto elevato di studenti universitari e liceali, una presenza femminile con un ruolo propulsivo nel creare un ponte tra le due società, un reddito pro-capite cresciuto a importanti livelli italiani.
La novità  è che questo mezzo milione di albanesi è diventato anche un fattore di crescita di lavoro (imprenditori come produttori di occupazione) e di rapporti bilaterali tra l' Italia e la madre patria. Dunque, con la crescita di  know-how, gli albanesi sono diventati una forza propulsiva di reddito, occupazione, cultura( decine di artisti, docenti, scrittori a livello internazionale), buoni pagatori del fisco: una sorprendente realtà che rivoluziona l' immagine e il ruolo del "'vecchio migrante albanese" povero, ignorante, ladro di lavoro italiano.
Alla domanda, ma come hanno fatto? la risposta emersa è: alti numeri nelle scuole italiane a tutti i livelli, conoscenza della lingua italiana, importanti flussi  di ricongiunzione familiare, intraprendenza imprenditoriale, senso di un mercato unitario italo- albanese, buona capacità di entrare nel mercato del lavoro italiano e, come detto, di creare lavoro.

All’acquisizione di know-how è collegato il tema del rientro : dopo una media di 7 anni di soggiorno all’estero spesso l’immigrato di ritorno in Albania utilizza le nuove competenze nel campo del commercio estero,  delle piccole e medie imprese (per l’8%) ma soprattutto nel  settore dell'agricoltura e del turismo sviluppando   cooperazione tra le due economie e le due culture.L’Italia è al primo posto per scambi  commerciali e culturali e al quinto per investimenti diretti. I comportamenti sociali  degli albanesi che rientrano spesso riflettono i codici del Paese di accoglienza e, malgrado si presenti a volte il problema  di doppia identità, si può parlare di un generale successo. A proposito di identità è stata anche sottolineata l’urgenza di mantenere la conoscenza della lingua d’origine per i soggiornanti all’estero come rivendicazione di identità superando  il modello di assimilazione a favore della valorizzazione  della cultura d’origine.
Nel corso del convegno è stato  toccato anche il tema Albania-U.E  
Il Parlamento è fervido sostenitore dell’ammissione dell'Albania e i giovani in particolare guardano all’ ingresso nella UE come opportunità di libero movimento. Si stanno facendo i necessari passi avanti nella lotta alla criminalità e le condizioni poste dalle UE fanno bene proprio alla comunità albanese. L’ ammissione dell’Albania porterebbe vantaggi anche alla UE e a questo scopo molto possono le circa 100 associazioni culturali albanesi attive in Italia. Traino reciproco tra Italia e Albania con la consapevolezza dei propri limiti e dei propri punti di forza'
IL convegno ha suscitato un forte interesse tra il grosso pubblico italiano e albanese, venuto anche da Tirana. Questa esperienza albanese è carica d' insegnamenti per le emigrazioni più recenti e per l'amministrazione italiana, non nascondendo alcuni punti frenanti che pur si sono manifestati (scarsa rappresentatività politico - amministrativa, ridotto accesso al welfare, discriminazioni sul piano dei diritti, pregiudizi sociali).
Insomma, l'emigrazione, se ben seguita, può essere un fattore di crescita: appunto un valore aggiunto.



Gli appuntamenti di  Occhio Blu per ottobre novembre
Prendete nota!

26 ottobre alle ore 19 per l'Accademia Praeneste  Via del Carroccio 14 (zona Piazza Bologna)  Il duo italo-albanese di Fausto Di cesare, pianoforte  e Anita Craja , violino, esegue musiche di Beethoven, Mozart, Chopin

Il 6 novembre alle ore 18,15 presso la casa della Memoria e della Storia , via san Francesco di Sales , 5
Lettura scenica del testo di Eliza Coba Il mio zio Italiano con l’attrice  Anita
Pagano e il soprano Ana Lushi


Data da definire fine ottobre: incontro con lo scrittore Besnik Mustafai per la presentazione del libro
"Piccola saga carceraria" uscito in Italia il 20 settembre 2018 nella traduzione di C. Zuccaro, edizione Castelvecchio.

MARTEDì 6 NOVEMBRE 2018, ORE 18.15
CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA
Via di S.Francesco di Sales, 5 –Roma

Nel quadro del costante  impegno  per la conoscenza e la memoria  degli eventi che hanno caratterizzato i rapporti tra Italia ed Albania dopo il tragico 8 settembre 1943
Occhio Blu  Anna Cenerini Bova, in  collaborazione con il Circolo Gianni Bosio
invita alla lettura scenica di
IL MIO ZIO ITALIANO

Ricordi di Famiglia, Scutari 1945 – Roma 2018
di Eliza Çoba
con Anita Pagano
e Ana Lushi Soprano


una lettura che , con filmati e fotografie d'epoca e musiche tradizionali  albanesi, mantiene  viva la memoria e dà voce a chi non ha potuto raccontare.

Regia di Ottavio Costa

MARTEDì 6 NOVEMBRE 2018, ORE 18.15
CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA
Via di S.Francesco di Sales, 5 –Roma

MERCOLEDI' 21 NOVEMBRE ORE 18:00
INVITO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO
"Piccola saga carceraria" di Besnik Mustafaj

Questa Piccola saga carceraria di Besnik Mustafaj è ultima, emblematica esemplificazione di una vasta letteratura albanese che ha inteso e ancora intende esplorare un motivo centrale nella vita dell’Albania contemporanea: quello dei penitenziari, dei campi di detenzione, di deportazione, di internamento, di lavoro forzato persi tra le montagne che, per molti, divennero luoghi d’esclusione, persecuzione, epurazione, fucilazione, morte. Un destino carcerario che, attraverso la “piccola” saga della famiglia Huta, mostra come, specie dal secondo dopoguerra e con l’istaurarsi del regime comunista, il passato e il presente dell’Albania si siano avvicendati nel segno del dominio, del conseguente fiero ma sofferto auto-isolamento politico, di una costante condizione d’incatenamento fisico, politico ed esistenziale, di una pratica carceraria che ha dato luogo a paure collettive come ad apocalissi solitarie vissute istante per istante e per decenni nelle interiorità di celle, parlatori, miniere, infermerie, stanze fumose per interrogatori, confessioni, torture. In chi li legge quelli raccontati da Mustafaj suonano così come controcanti di condannati in un Paese che ha sempre diviso le generazioni in prigionieri e guardiani, di una cella che a poco a poco si fa mondo elettivo di epiche personali e familiari in una ritmica imperterrita di luci, ombre, suoni, silenzi, entrate, uscite, veglie, sonni, persone, bestie, cadute ed ascese improvvise.
Besnik Mustafaj (1958), è un noto politico e scrittore albanese. Laureato in lingua e letteratura francese presso l’Università degli Studi di Tirana ha lavorato come professore, traduttore e giornalista. Tra i fondatori del Partito Democratico d’Albania ha ricoperto l’incarico di Ambasciatore in Francia dal 1992 al 1997 e in Albania è stato Ministro degli Esteri dal 2005 al 2007. Autore di numerosi romanzi, saggi e traduzioni, nel 1997 ha vinto il premio Méditerranée per il romanzo Daullja prej letre (Tamburo di carta), mentre in Italia ha pubblicato Albania. Tra crimini e miraggi (1993) e la raccolta di poesie Leggenda della mia nascita (2012).
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MAURO GERACI
Professore associato di Antropologia culturale
Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne
Università degli Studi di Messina
mgeraci@unime.it

 
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